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Da oggi 18 Novembre 2015 entra in vigore il D.M. del 3 agosto 2015 (recante la “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del D.Lgs 8 marzo 2006 n.139”) proseguo di un progetto iniziato con il D.P.R 151/2011 teso alla semplificazione normativa ed allo snellimento delle procedure antincendio.
In generale l’impostazione del nuovo D.M. (noto anche come “Testo Unico” o “Codice di prevenzione”) permette di effettuare una progettazione con un approccio logico, non più prescrittivo lasciando al professionista la libertà di effettuare scelte e soluzioni per la determinazione delle misure (definite strategie antincendio attribuendone dei livelli prestazionali) più idonee al progetto specifico. Tali livelli di attribuzione sono attribuiti in funzione degli obiettivi di sicurezza da raggiungere e dei profili di rischio per l’attività.

Finalità della progettazione è la selezione delle misure tese a minimizzare il rischio di incendio, in termini di probabilità e di conseguenze, entro limiti considerati accettabili.

A partire dalle informazioni “di input” sull’attività (es. finalità, geometrie, materiali, affollamento, …) il progettista definisce le misure antincendio che minimizzano il rischio d’incendio e documenta sin dal principio il modello di gestione della sicurezza antincendio. Il responsabile dell’attività acquisirà dal progettista le indicazioni, le limitazioni e le modalità di esercizio ammesse per l’appropriata gestione della sicurezza antincendio dell’attività, al fine di limitare la probabilità d’incendio, garantire il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza e la gestione dell’emergenza qualora si sviluppi un incendio.